Bor Zuljan

Categoria
Musica Cortese 2017
Data
17 Giugno 2017 21:00
Luogo
Gorizia - Palazzo del Monte di Pietà - Fondazione Carigo

"Chromatikos". Suoni, colori, affetti.

Bor Zuljan
liuto, arciliuto

 

Per uno strano sovrapporsi sinestesico, la parola “cromatismo” appartiene oggi tanto al campo musicale, indicando l'uso dei semitoni, quanto al campo fisico e percettivo, nel quale rimanda alle proprietà dei colori e della vista umana. Tuttavia il rapporto tra suono e colore risale già al medioevo, durante il quale fu introdotto l'uso di colorare certe partiture per segnalare alla vista con diversi colori, particolari aspetti della partitura stessa, come singole note o intere melodie. Ma in senso più astratto, l'uso del cromatismo in musica contiene nell'estetica tardorinascimentale e barocca il curioso vantaggio di dare un “colore” cangiante e malleabile agli affetti che di volta in volta vengono espressi. Il passaggio tra Cinquecento e Seicento è per alcuni versi straordinario. Nell'arco di pochi decenni assistiamo all'affermazione di un nuovo modo di intendere sia la musica che il rapporto tra testo e musica. Uno dei tanti frutti di queste “nuove musiche” sarà l'invenzione dell'opera e la nascita di una musica strumentale del tutto svincolata dai modelli della musica vocale. Questo programma presenta due aspetti di questo atteggiamento “sperimentale”. Il primo è di carattere musicale. I compositori di madrigali per primi, nella ricerca di un nuovo modo di adattare la musica alla varietà emotiva del testo poetico, introdussero il cosiddetto “cromatismo”, sequenze di semitoni che contengono in sé la possibilità di esplorare e usare le dissonanze in modo espressivo. Il secondo è di carattere organologico. Le “nuove musiche” richiedono nuovi strumenti e a due liutisti e compositori tardo-cinquecenteschi come Alessandro Piccinini e Carlo Gesualdo dobbiamo l'invenzione di un nuovo strumento detto arciliuto che amplia le possibilità tecniche del liuto e che avrà subito grande successo in tutta l'Europa. Il programma rende conto di entrambe queste sperimentazioni, poiché presenta una piccola antologia di composizioni “cromatiche” scritte per il liuto e per l'arciliuto dai più importanti liutisti compositori di questo scorcio temporale, a cominciare da John Dowland, il cosiddetto ”Orfeo inglese”, che primo si è cimentato nella composizione di fantasie cromatiche.

 
 

Altre date

  • 17 Giugno 2017 21:00

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